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Siamo portati a credere che invece delle perle i torresi trovarono le fauci spalancate degli squali che infestano quel mare.
L'atto costitutivo del Monte dei Marinai di Torre del Greco, in caso di cattura di pescatori torresi da parte degli infedeli, stabiliva il contributo del nella somma di 50 ducati.
Basta dare un'occhiata ai prezzi stabiliti sulla piazza di Torre del Greco intorno all'anno 1880.
Prima nel Consiglio Provinciale e poi nel Parlamento Nazionale propugnò ed ottenne la costruzione della strada Castellammare-Agerola-Amalfi; la costruzione del tronco ferroviario Castellammare-Gragnano e la ferrovia Torre Annunziata Centrale-Cancello-Caserta.
Quale miracolo? I torresi dovettero ancora una volta riedificare la loro città, sia pure con qualche aiuto ricevuto dai nordici fratelli italiani che da un anno appena erano diventati tali.
L'uomo che doveva fondare la scuola del corallo a Torre del Greco risultò eletto la Domenica successiva, nell'elezioni di ballottaggio.
non si avuta forza sufficiente di garantire i pescatori di corallo sopra le Coste d'Algeria, dove da tempo remoto si esercita tale importante industria dagl'italiani, e segnatamente dagl'intrepidi marinai di Torre del Greco, con tale successo, che ci procaccia una preminenza invidiata, contrastata, ma giammai rapitaci, e per noi fonte di cospicua risorsa e di rinomanza.
composto di cinque individui, che sieno i più esperti e probi Capi squadre, e Padroni di Feluche Coralline della Torre del Greco,dei quali tre non dovevano viaggiare ma risiedere nella detta Torre per poter regolare le differenze, che mai accadessero in quel Ceto.
Il cambiamento dell'indirizzo della scuola stato un grave attentato perpetrato ai danni di Torre del Greco e specialmente all'industria del corallo.
L'elezione del Consolato doveva avvenire ogni anno nelle Feste del Santo Natale, a Torre del Greco nella Cappella dei Marinai (S.
Torre del greco e Trapani hanno moltissime usanze in comune, derivanti tutte dalla pesca e dalla lavorazione del corallo.
Il prezzo del riscatto fu la cessione ai Lomellini del dell'isola di Tabarka che una volta era stata dei pisani, mentre il di Bona fu preso in affitto dall'ammiraglio Andrea Doria.
Però non era vietato ai forestieri di prendere interesse nella Compagnia, limitatamente ai due terzi delle azioni, perchè un terzo delle quali era riservato ESCLUSIVAMENTE ai cittadini di Torre del Greco.
Altra leggenda da sfatare quella per cui la statua della Madonna che ancora, fortunatamente, si vede in detta chiesa, fu portata a Torre del Greco da un corsaro di nome Maldacea, Matacena o Maldacea e nominata S.
Fino a quando non ancora erano di moda» le immagini sacre, non c'era casa di marinaio o di corallaro a Torre, specialmente nel quartiere della marina, in cui, sul canterano (quel mobile le nostre madri chiamavano 'A Cefuniéra», dal francese ceffoniere) non si notava, infiorato e illuminato, il quadro della Madonna di Trapani.
Il Bruno, che quando scriveva era direttore generale della Marina Mercantile,non precisa quali erano i remoti», mostra d'ignorare che a spingere i torresi al mare non fu il Vesuvio che taceva dal 1139 e né furono i del regime feudale» che gli stessi torresi non vollero mai pagare e che mai pagarono.
Nel 1639, a Torre del Greco, 58 padroni di barche coralline, con fondi costituiti dai contributi sul prodotto della pesca, fondarono una istituzione mutualistica che chiamarono Monte dei Marinai e che provvedeva all'assistenza per malattia e vecchiaia, elargiva danaro per maritaggi, per spese funebri e soprattutto per i marinai torresi tratti in schiavitù dai corsri barbareschi.
Alghero (Sassari), dove c'è una Scuola del Corallo di recente istituita prendendo a modello quella che una volta era la Scuola d'incisione sul Corallo di Torre del Greco, di.
Dallo stesso giornale, nell'aprile del 1968, i torresi avevano appreso attraverso una strabiliante storica» che il Re Ferdinando IV nel 1810 volle istituire il Museo del Corallo, annesso alla Scuola d'incisione.
Ai marittimi torresi, e sono tanti, diremo che l'architetto Céas fu il grande innovatore dell'estetica architettonica delle navi di tutto il mondo,con la costruzione delle due motonavi che, prima di appartenere alla Società di Navigazione facevano parte della flotta Cosulich di Trieste.
Il ricordo di questa sua sollecitudine pastorale restò vivissimo nella marineria di Torre anche dopo la morte di Vincenzo.
Tre lustri dopo la Dea Fortuna mostrò di nuovo il suo viso sorridente ai torresi.
Da qui, con la lettera del Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio, in data 12 marzo 1886 (vale a dire all'età di 22 anni non ancora compiuti) fu inviato a Torre del Greco a dirigere la Scuola d'Incisione sul Corallo e di Disegno Artistico Industriale.
I pescatori torresi, oltre a difendersi dai corsari turchi e barbareschi, trovarono un altro nemico nella d'Africa", che respingeva tutti i pescatori stranieri, affermando essere suo il monopolio della pesca del corallo.
Stavolta non sono i corsari barbaschi, non i francesi, non gli spagnoli, ad impedire ai torresi di pescare il corallo.
Da tempi remoti i marinai di Torre del Greco partivano per la pesca nei mari di Corsica e Sardegna, spinti al mare da un indomito spirito di avventure, dagli scarsi frutti che davano le campagne spesso devastate dal Vesuvio, e dai pesi del regime feudale.
L'eredità di quegli uomini non stata raccolta da nessuno - al contrario di quanto affermano falsamente certi millantatori in fregola di e cultura, cultura e arte» - ; semmai, proprio quella stata depauperata e distrutta, ripetiamo, con grave nocumento per Torre del Greco, per l'industria del corallo e per l'artigianato torrese.
Eppure, non si crederebbe, gli artigiani torresi, dopo alcuni anni, vedendo le nuove leve uscire dalla scuola meglio preparate di loro in tutte le lavorazioni del corallo, temendo la concorrenza dei giovani, cercarono con ogni mezzo di sabotare la vita della scuola riuscendo perfino a chiuderla.
Diremo anche che il Céas autore di un interessantissimo studio sull'architettura di Capri, dove egli sovente risiedeva in una sua villa.
Nel gergo marinaro armare significa attrezzare, allestire la barca o la nave, ma quella volta i torresi oltre ad armare le barche si armarono loro stessi per combattere contro i corsari barbareschi, più che mai decisi a non farsi prendere, per non dire poi :.
Un'altra cosa, che i torresi non dovranno mai dimenticare, riguarda il cosiddetto Museo del Corallo annesso all'attuale d'Arte», del quale, dopo il massacro di questi ultimi anni, oggi si chiede la restaurazione dalle colonne del giornale locale («La Torre» ottobre 1980).
La scuola torrese del corallo - egli disse - compiendo al 23 giugno prossimo il 25° anniversario della sua fondazione, si preparava adesso a festeggiare il suo illustre fondatore e presidente.
La sfortuna piombò sui torresi sulla fine del 1861, non per la pesca del corallo, perchè tale attività stata sempre fonte di ricchezza anche coi suoi alti e bassi, come avviene per ogni genere d'industria e di commercio.
Il primo presidente del Consiglio Direttivo della Scuola fu il professore Luigi Palmieri, direttore dell'Osservatorio Vesuviano, che tanto si era prodigato per Torre del Greco durante e dopo l'eruzione dell'8 dicembre 1861.
Il petente che chiede la restaurazione del locale, ripetendo fino alla nausea le parole arte e cultura, cultura e arte, con tutte le culturali» di questo mondo, lascia capire che negli settenta», la genialità e la civiltà (!!!) di Torre del Greco, addirittura decuplicata», tramite il del Corallo».
Il suo modello di santa vita ispirerà in seguito il sacerdote torrese Vincenzo Romano.
Ad ogni partiva da Torre del Greco un sacerdote che, durante tutto il tempo della pesca, sostava sulla Galita a celebrare i riti religiosi e a mantenere i contatti tra i pescatori e le loro famiglie a Torre.
Lo Strafforello, dal quale abbiamo attinto la notizia, afferma che l'operazione fallì perchè i marinai torresi non poterono resistere a quel clima torride.
S'ETERNA Il 22 aprile 1933 i reali personaggi erano di nuovo a Torre del Greco per inaugurare gli altri locali i cui lavori erano stati portati a termine.
Nel 1780, i torresi, attratti dalle notizie circa i vasti e ricchi di corallo esistenti nei mari africani, vi si recarono in gran numero e approdarono in un isola disabitata chiamata Galita (Galite).
Nel tempo che i torresi stettero sulla Galita, scrivono i Castaldi (1890) e poi il Di Donna.
Carlo di Borbone, nel 1750, accogliendo le richieste dei pescatori di corallo torresi, diede ordine al capitano Domenico Lo Giudice di Lipari di armare dei per scortare le barche coralline che in quel tempo pescavano nei mari di Corsica e di Sardegna.
Nella parte superiore vi erano rappresentati tre gigli d'oro e sotto una torre in mezzo a due frasche di corallo.
Forse il re non sapeva che un suo antenato, Carlo Emanuele III di Sardegna, impediva la pesca dei torresi nelle acque sarde.
Il premio assegnato, che riguardava la pesca e l'industria del corallo, era un altissimo riconoscimento verso i torresi, e con esso s'intendeva di benedire a molte generazioni di uomini forti che, non dissimile dal mercante lombardo che tesseva, trafficava e combatteva, sfidarono gli ardori del sole africano, le tempeste dei mari e nemici fedifraghi e crudeli, perchè la pesca del corallo per secoli era costata ai torresi un vero martirio affrontato con animo forte ed invitta costanza.
Non sappiamo chi fu il primo Cappellano delle barche, ma sappiamo che nel 1815 era don Gerardo Palomba e che questi affrontò non pochi pericoli nel prodigarsi per la liberazione dei torresi caduti nelle mani dei corsari barbareschi.
Su questa scuola e sull'annesso museo, detto pomposamente del Corallo», alcuni torresi le hanno sparate tante grosse per cui bene parlarne iniziando dalla sua fondazione e lofacciamo col presentarvi il.
Nel 1895, oltre alle 111 barche partite alla volta di Sciacca per la pesca del corallo, levarono le ancore dal porto di Torre del Greco ben 54 trabàccoli diretti all'isola di Lampedusa per la pesca delle spugne.
sacra, gestita a conduzione famigliare, certi non sanno neppure che nel convente del Carmine di Torre del Greco, c'erano i Carmelitani calzi, non quelli scalzi.
La pesca si esercitava allora, oltre che nei mari di Algeria e Tunisia, nelle acque della Sicilia e della Calabria; nello stesso golfo di Napoli; nelle acque della Sardegna e della Corsica; in quelle della costa catalana e in quella di Provenza; intorno alle Baleari e lungo le coste della Toscana e, più lontano, nel vasto arcipelago dell'Egeo e lungo la costa dalmata (Schiavonia), come si deduce anche da un antico canto popolare, certamente torrese, a cui accenneremo in ultimo.
Egli fu il primo deputato a rappresentare Torre del Greco nel Parlamento italiano.
Per farsene un'idea basta paragonarla alla superficie dell'intero comune di Torre calcolata in 30 milioni (30 Kmq.
Questi furono Gennaro e Giuseppe Accardo e Agostino Del Dolce, torresi, e un certo Francesco Gliutteri di Lipari.
Ancora oggi a Torre del Greco per indicare un grosso pericolo scampato, si usa dire: vediétte pigliato r' 'i turche», anche se il paragone non regge di fronte alle indicibili sofferenze di quei poveri caduti in schiavitù di uomini crudeli.
contratto , per il quale i torresi, pur di ottenere il permesso di pesca, si obbligarono ad inviare, meglio dire deportare, i gli artigiani di Torre del Greco a Carloforte ad insegnare ivi l'arte del corallo.
Raffaele Raimondo - La pesca del Corallo
sfortunata, poi non doveva essere, perchè a leggere la spedizione delle barche coralline di Torre del Greco nel periodo che va dal 1824 al 1837, pare che le cose non dovettero andare tanto male, come scrive il Colletta.
1880 - al tempo era sottosegretario alla Giustizia) ottenne il decreto con la quale si istituiva a Torre del Greco la.
Lo scempio perpretato in alcune chiese di Torre e la sparizione di preziosi arredi sacri noto a tutti.
Nel febbraio del 1978, all'approssimarsi della data del centenario della fondazione della scuola, sul giornale Torre», pubblicammo un articolo sul fondatore Della Rocca, e concludemmo con un invito a chi di dovere a rimettere al suo posto la lapide rimossa, Torre del Greco non dimentichi».
La Galita venne trasformata in una specie di base logistica dove con la costruzione di adeguati ricoveri i pescatori torresi riponevano le provviste di bordo, attrezzi per la pesca e tutto quanto poteva servire loro, non esclusa una piccola infermeria.
E dire che tale specie di museo lo avrebbero potuto allestire i torresi, se non meglio, almeno senza spesa alcuna.
Nel 1888 un armatore di Torre del Greco, non sappiamo chi fosse, né quali mezzi adoperò, tentò la pesca delle perle nel Mar Rosso, lunga la costa dell'Eritrea.
E dato che in tutto l'articolo non c'è alcun cenno all'epoca in cui il sorse, abbiamo l'obbligo di informare i torresi e i non torresi, affinchè sappiamo esattamente quando e come sorse il cosiddetto Museo del Corallo.
Il preposito curato di Torre delGreco, don Vincenzo Romano, aveva molto a cuore questa missione atta ad assistere spiritualmente e materialmente i suoi filiani lontani ed esposti a mille pericoli.
Il trabàccolo, un piccolo bastimento dalla forma tozza e con la carena piatta, un imbarcazione ancora usata nell'Adriatico e che i torresi per l'uso che ne facevano chiamavano spugnara».
Domenic Porzio già preparava la medaglia commemorativa, quando nella sua casa di Napoli, il 23 febbraio 1903, tra l'universale cordoglio, si spegneva Giovanni della Rocca, deputato al Parlamento per undici legislature e per 33 anni ininterrottamente reppresentante politco di Torre del Greco.
Oltre al nel 1783, i torresi trovarono un altro banco che in quell'anno fruttò loro un'abbondante pesca.
Qua e là era in mano a pescatori anche per locali, insieme ai quali però le sporadiche barche coralline di varia bandiera, erano sparuta minoranza rispetto alle audaci flottiglie di feluche napoletane,PRINCIPALMENTE TORRESI (Michele Vocino- Primati del Regno di Napoli, ivi, Pironti,s.
Mentre battiamo queste righe (giugno 1981) una flottiglia di barche si dondola inoperosa nelle acque del porto di Torre del Grerco.
Nel 1867, il 28 agosto, venne di nuovo eletto consigliere al comune di Napoli, quando venne eletto nella stessa votazione il giureconsulto torrese Diego Colamarino, nominato sindaco della Sezione Porto.
dal Ministero dell'Educazione Nazionale, lire 175000; dal Comune di Torre del Greco, lire 87.
Torre del Greco faceva parte del IX Collegio elettorale di Napoli assieme al comune di Resina e alla sezione municipale S.
Nel 1761, i torresi dovettero subire un ricatto che i chiamarono.
E dato che non poteva mancare, c'era anche un certo nativo di Torre del Greco.
Tanto vero che la gabella sul pescato (quella gabella che in seguito i torresi non vollero mai pagare ai Carafa) dava, per il sol di Massalubrense, dai duemila ai tremila ducati annui.
E il 27 gennaio 1790, il primo ministro Giovanni Acton, partecipava l'approvazione con la quale si istituiva in Torre del Greco la COMPAGNIA DEL CORALLO».
A questo punto dobbiamo dire che altri a centinaia, si trovavano nell'atrio della chiesa del Carmine di Torre del Greco.
A salvare la scuola non fu un torrese, anche se, poi, egli amò Torre del Greco, più degli stessi torresi.
Itinerari Torresi, la troppo fortuna si tramutò in una crisi che mise in difficoltà anche la lavorazione del prodotto pescato in tale enorme quantità.
Infatti i torresi per indicare qualcosa che si trova a fior d'acqua usano dire che sta summo».
A 24 miglia dall'isolotto di Galita i torresi trovaqrono un banco ricco di ottimo corallo e molto agibile per la pesca, perchè poco al disotto della superficie del mare, tanto che lo denominarono e non perchè fu scoperto da un marinaio di nome Summo o Scummo.
Di istituti d'arte se ne contano a centinai, ma la Scuola d'Incisione sul Corallo di Torre del Greco, fondata nel 1878, era l'unica al mondo, ed era stata istituita proprio per la formazione degli artigiani torresi.
, ed in seguito dai Capi squadra (comandanti di più barche) e Padroni delle barche coralline torresi, ai quali solo era accordata la voce attiva e passiva, cioè la contabilità.
di tutte le controversie che riguardavano la meccanica della pesca, così del Corallo, come dei pesci, pei naturali della Torre del Greco, e da essi si potrà appellare ai Giudici competenti.
La solenne cerimonia culminò con l'assegnazione del massimo premio che la giuria all'unanimità aveva assegnato al Municipio di Torre del Greco: premio che il sindaco cav.
Dovevano, invece, essere gli acquirenti a recarsi a Torre del Greco e ciò per un più oculato controllo.
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